workshop

Danza contemporanea e improvvisazione

dal 11 al 12 maggio 2019 dalle 11 alle 19

Poetica del sensibile

 

Il workshop è rivolto alle persone interessate al movimento e alla fisicità. 

Professionisti o dilettanti, con o senza esperienza, attori, ballerini e artisti, ma soprattutto alle persone che cercano di espandere la propria consapevolezza fisica come pratica artistica nei suoi diversi contesti.

Risvegliare, scaldare e potenziare i sensi attraverso semplici esercizi di connessione spaziale; allontanamento e avvicinamento alla terra per allenare la connessione del centro del nostro corpo con le parti periferiche; dinamiche di gruppo per tenerci all’erta; la respirazione come connessione vitale con gli altri e con lo spazio. 

Le mani “scrivono” il movimento nello spazio, la spina dorsale è il motore dello spostamento e i piedi sono supporto e contatto con la terra. Percezione del peso e della forza di gravità in un ascolto profondo di sé stessi e degli altri. 

La concentrazione su uno sguardo interiore cerca di attenuare qualsiasi tensione, disagio o blocco.  

Il movimento libero e improvvisato crea pensieri corporei individuali e collettivi.

Poetics of the sensible

The class is aimed at all people interested in movement and physicality; professionals or amateurs, with or without experience, including actors, dancers and performers. Above all, it is perfect for people who want to expand their physical awareness as an art practice within its different contexts.
The work tries to awaken, enhance and warm up our senses through simple exercises of spatial connection: separation and reunification to the ground in ordertotraintheconnectionofourcentre with the periphery, group dynamics to keep us vigilant, breathing exercises to maintain a vital connection with space and other humans.
The work will focus on the use of hands to spatially write our movement, spine as the engine for displacement and feet as a support and a means of contact with the Earththroughtheacknowledgement of weight and gravity as well. This workshop will concern touch, more precisely the practical ways of using it as touching and also being touched.
In this case, touch is employed to listen deeply and internally ourselves and the other participants. The focus on the internal gaze is employed with the purpose of attempting to weaken any tension, discomfort and mental blocks in order to let the body move, improvise freely and create physical thoughts in groups,
trios,
duetsand solos.

Insegnante

Martín Piliponsky

Architetto e urbanista, ballerino e insegnante di danza contemporanea-improvvisazione. Al principio della sua formazione, le danze ebree e l’attività sportiva hanno influito sul suo carattere e spirito. La sua passione per l’architettura si riflette nel suo compito di formare ed abilitare spazi  per la danza e l’improvvisazione alla quale si dedica da 25 anni. Insegna, ad alunni in tutto il mondo, che le possibilità contenute nello spazio che abitiamo possono trasformare la danza e la vita stessa. Sostenuto da una pratica d’ascolto profondo di se stesso e dell’intorno che lo contiene, insegna e balla in performance in giro per il mondo. Si è formato in modo indipendente negli Stati Uniti, in Europa e in Argentina; con i maestri David Zambrano, Kirstie Simson, Lisa Nelson, Katie Duck, Mark Tompkins, Benoit Lachambre, Jeremy Nelson, Thomas Hauert, Angels Margarit, Peter Jasko, Gustavo Lesgart, Lipi Hernandez e Marina Giancaspro.  Dal 2004 al 2012 ha vissuto a Barcellona, ​​Spagna. Dal 2012 vive a Buenos Aires, dove insegna regolarmente.

Architect and urban planner, a dancer and teacher of improvisation. Throughout his growth, the Hebrew folk dances and athletic sport training have shaped his character and spirit. For the past several years his passion for architecture is reflected in his guidance as a teacher and curator of spaces both traditional and non-traditional for the practice and performance of dance and improvisation. Blending his background in architectures and dance, Martin teaches teaching how the possibilities of spaces in which we live can transform dance and life itself. Sustained by a practice in deep listening to oneself and the environment that contains us, he shares his practice through teaching and performance to students and audiences all over the world.